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Letargo x Lingua Clara

Usu latinae linguae verba nova et insolita explicare. Ovvero spiegare cose nuove con parole vecchissime…Lingua Clara si inserisce nella cornice di ATB Associazione Culturale con la volontà di mostrare le potenzialità di una lingua, considerata ormai obsoleta, ma che si dimostra invece contemporanea e viva. Non si propone di usare il latino che avrebbe utilizzato Cicerone, ma sfrutta, piuttosto, la struttura e i termini, anche quelli insoliti, del latino con l’obiettivo di intessere un gioco tra chi scrive e chi legge: quello di capirsi attraverso parole lontane, evocative, insolite, che nella loro verità eterna palesano un significato immediatamente chiaro. Non serve conoscere il latino per capire il significato di questo latinorum!



Letargo: Id est somnus protractus


Curiosità


Con l’arrivo del freddo le giornate si accorciano, il buio si protrae e l’orologio fa un salto in avanti per permetterci di risentire meno dei cambiamenti in atto. Tuttavia è inevitabile: la nostra fisiologia viene sconvolta, i ritmi circadiani si adattano alle ridotte ore di luce e, a causa del freddo e del buio, siamo spinti a rincasare prima e, spesso, a dormire di più.

Non sarebbe meglio andare a dormire a novembre per svegliarsi verso l’inizio di aprile? Secondo alcuni sì! Eppure per gli esseri umani andare in letargo è impossibile.

Soffermiamoci brevemente su questa parola: viene dal greco! È un composto formato dai termini λήϑη [le’the], cioè "oblio", e ἀργός [argo’s], ovvero “inerte”, che ben delinea i caratteri di tutti quegli animali che scivolano in un lunghissimo torpore, rallentando le proprie funzioni vitali in uno stato che assomiglia molto al sonno, ma è più profondo.

Durante il letargo il cuore batte più lentamente, il respiro rallenta, la temperatura corporea si abbassa, così come il metabolismo. Questa condizione richiede un’alta concentrazione nel sangue di sali e di altre sostanze, come l’urea, per evitare il congelamento, ma soprattutto, nei mammiferi, sono importantissime elevate riserve di grasso bruno, un tessuto adiposo che si attiva se l’organismo soffre di ipotermia. Purtroppo gli esseri umani non hanno a disposizione i meccanismi fisiologici adeguati al mantenimento di un letargo della durata di alcuni mesi, ma uno studio condotto nel 1965 dagli esploratori francesi Laures e Senni ha dimostrato che è possibile scivolare in un sonno naturale lungo fino a 48 ore. I due studiosi, infatti, si sono fatti isolare in una grotta nelle Alpi e hanno scoperto che in mancanza di luce e stimoli esterni perdevano completamente la concezione del tempo... dormendo molto di più!



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