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Triangle di Riccardo Surace | un testo di Mila Negro sul progetto dedicato alle "morti bianche"

IL VALORE SOCIALE DELL'ARTE


-Stagione espositiva 2022 - #nEXTRAditio ATB Associazione Culturale presenta, in occasione della Giornata mondiale della donna, la mostra "Triangle" di Riccardo Surace. L'esposizione è stata pensata come parte del progetto #nEXTRAditio, espressione delle attività dell'Associazione per il 2022 dedicate ai giovani, alla digitalizzazione, al green, all'uguaglianza, ai progetti con una precisa vocazione territoriale dall'approccio curatoriale definito, rivolti a una community e a fruitori interessati a proposte dal taglio ben specifico. Un percorso culturale di esibizioni artistiche internazionali, quello di ATB per tutto il 2022, in modalità blended. Con il progetto #nEXTRAditio, ATB Associazione Culturale intende riproporre e ridefinire alcune delle modalità tradizionali di fruizione artistica proponendo opere contemporanee, talvolta sperimentali, ma in un contesto che favorisca anche un impegno di formazione e di recupero della tradizione artistica, valoriale e culturale. Questi i cardini della programmazione (nel corso dell'anno esporranno artisti italiani e internazionali) ben rappresentati nel progetto artistico in mostra dal 3 al 15 marzo 2022.

È ormai da anni radicato nella nostra cultura l’utilizzo del termine “morti bianche” per far riferimento alle morti avvenute sul posto di lavoro, dove l'uso dell'aggettivo "bianco" dovrebbe alludere all'assenza di una mano direttamente responsabile dell'incidente.

Questa locuzione può, però, sembrare fortemente inappropriata per il fenomeno che si vuole indicare.

I decessi che avvengono durante lo svolgimento del proprio impiego infatti non sono mai dovuti al fato o al destino cieco e beffardo, ma si determinano perché, in molti luoghi di lavoro, non vengono rispettate neanche le minime norme per la sicurezza dei lavoratori. Queste non sono “morti bianche”, quasi fossero candide, immacolate, innocenti, ma sono morti sporche, anzi sporchissime.1

Tant’è che il numero di persone che vengono a mancare tragicamente in questo modo è di circa due milioni, annualmente, nel mondo, di cui circa 12.000 bambini.

Riferendoci solo all’Italia troviamo ancora una media tragica, giàsolo nel 2021, con quasi 100 decessi al mese. Da gennaio ad agosto sono 772 le vittime e il 10% sono donne: mogli, figlie, madri e sorelle strappate alle loro famiglie.

La prima causa di morte sul lavoro? Gli incidenti stradali. Siano essi avvenuti durante il lavoro stesso o nella fase in itinere (tragitto percorso da casa al posto di lavoro e viceversa), è sconvolgente pensare che si aggirino attorno a una media del 40% rispetto alle altre cause esaminate.2In questo contesto l’attenzione che i datori di lavoro e i responsabili della sicurezza aziendale devono rivolgere alla questione degli spostamenti dei lavori su strada diventa fondamentale.

Utilizzando un format a noi ormai molto comune a causa della situazione pandemica, l’Osservatorio Vega Engineering ha diviso a zone colorate l’Italia per definire le regioni dove il rischio di morire sul lavoro è più elevato.

In zona rossa: Puglia, Campania, Trentino Alto Adige, Basilicata, Umbria, Molise, Abruzzo e Valle d’Aosta

In zona arancione: Piemonte, Marche e Friuli Venezia Giulia

In zona gialla: Lazio, Calabria, Emilia Romagna, Sicilia e Veneto

In zona bianca: Toscana, Lombardia, Liguria e Sardegna3


Questo lavoro di ricerca è stato fatto per semplificare le statistiche e rendere le informazioni più importanti accessibili a tutti, in modo che ognuno abbia la possibilità di riflettere sul terribile fenomeno che purtroppo ci coinvolge tutti, da sempre. Anche chi vede queste tragedie lontane dalla propria quotidianità non può permettersi di rimanere sordo e passivo alla tematica.

È fondamentale che ognuno di noi sia consapevole dei rischi che corre ogni giorno sul proprio posto di lavoro e di quanto certe azioni e decisioni possano segnare il destino chi ci sta intorno.

Noi abbiamo provato a contribuire attraverso l’arte.


Marzo 2022

(Mila Negro)


SITOGRAFIA ESSENZIALE



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