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Apocalypsis

MAPPA DEL PERCORSO ESPOSITIVO

APOCALYPSIS – Frammenti del Collasso

Questa mappa non è una guida lineare ma uno strumento di orientamento concettuale. Il percorso di Apocalypsis è pensato come un attraversamento mentale e sensoriale: non accompagna il visitatore da un inizio a una fine, ma lo invita a muoversi dentro una mente in stato di collasso, fatta di attrazioni, distorsioni, ripetizioni e perdite di senso.


1. Seduzione dell’Inizio Il percorso si apre con immagini in cui eros e catastrofe convivono. Il corpo seduce mentre il disastro è ancora lontano, quasi ornamentale. Questa zona introduce l’Apocalisse come attrazione: il collasso non irrompe, ma si presenta come possibilità desiderabile.


2. La Macchina dell’Immagine Procedendo, il corpo viene progressivamente tradotto in interfaccia. L’immagine diventa processo, il sentimento dato, l’esperienza schermata. Qui il disastro non è vissuto direttamente, ma mediato da dispositivi, software e linguaggi digitali.


3. Guerra & Glamour In questa area il trauma diventa spettacolo. La guerra è trasformata in superficie estetica, il dolore in immagine consumabile. Il visitatore è posto di fronte alla propria ambiguità: attratto e disturbato allo stesso tempo.


4. Fine del File Il percorso si conclude con la dissoluzione dell’immagine. Pixel, glitch e perdita di definizione segnano il collasso del linguaggio visivo. Non resta la fine del mondo, ma il suo rumore persistente, una traccia che continua ad abitare lo sguardo


Modalità di Attraversamento

Il percorso non impone una direzione obbligata. Può essere seguito secondo differenti logiche: attraversando il corpo, seguendo la tecnologia, soffermandosi sul desiderio o lasciandosi guidare dal collasso visivo. Ogni attraversamento produce un’esperienza diversa, rendendo il visitatore parte attiva del dispositivo espositivo. Questa mappa è un invito a perdersi consapevolmente. Apocalypsis non chiede orientamento, ma presenza

 
 
 

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