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Apocalypsis

IL CORPO COME DISPOSITIVO

Il corpo, in queste opere, non è un soggetto stabile: è un’interfaccia.Non vive l’esperienza direttamente, ma la riceve filtrata: schermo, comando, segnale, immagine.È il luogo in cui la realtà viene processata.

Quando guerra, erotismo e tecnologia condividono la stessa superficie visiva, il corpo diventa un punto di transito: desiderio e trauma passano attraverso gli stessi canali percettivi.La catastrofe non è più davanti a noi: scorre in noi, come contenuto, come dato, come abitudine.

Qui il collage restituisce materia al digitale: lo strappo e la colla interrompono il flusso dell’immagine, rendendo visibile ciò che normalmente resta nascosto — la nostra dipendenza dall’interfaccia, la fragilità dello sguardo, la vulnerabilità del sentire.

“Riguarda le opere: quali parti del corpo sono già schermo?”


 
 
 

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